Lidia Marino (22 anni)
I continui cambiamenti della società sono sempre
stati fondamentali nel processo di affermazione
del cinema e ciò è evidente in modo particolare nel
genere Horror.
Col film del 1920, Il gabinetto del dottor Caligari, le
novità esterne che coinvolgevano il cittadino, come la
psicoanalisi di Freud e l'interesse per la figure dei
"mostri", delle ombre indefinibili, influenzano la nascita
di questo nuovo genere cinematografico.
Molti dei protagonisti dell'horror non sono che la
metafora, la rappresentazione fantastica di timori reali,
di complicazioni storiche che preoccupano la persona
nella vita di tutti i giorni. Alcuni esempi sono riscontrabili
nella figura di Dracula, che diventa emblema della
vendetta di un’aristocrazia ormai surclassata dalla
borghesia, o di Frankenstein, dove il dottore è creatore
della sofferenza e la creatura è vittima dell'ignoranza
dell'epoca.
L’horror, quindi, attraversa la nostra storia come un
vero e proprio specchio antropologico o sociologico,
che riflette gli aspetti più inconsci del sentire della
comunità. Con il tempo, però, la figura del mostro
appare sempre più umanizzata, come un fantasma che
ci minaccia, ma che, in realtà, non si differenzia tanto
da noi stessi, sottolineando una chiave di lettura
indicativa: i veri fantasmi siamo noi stessi (Il sesto
senso, The others ecc). Ciò rivela un sentimento
nascosto e taciuto dell’occidente: l’idea che il nemico
non sia davvero diverso da noi, ma che sia invece parte
del nostro passato, incattivitosi e divenuto minaccia a
causa dei nostri comportamenti (colonialismo e
discriminazione politica e sociale).
Fenomeno odierno è quello di perseverare nelle
creazione di saghe dell'orrore, dove il nemico sembra
imbattibile, perché ha la capacità di tornare
nell'episodio successivo migliorato e, se possibile,
ancora più violento, e ciò rappresenta perfettamente le
paure che circondano lo spettatore di oggi, che non
riescono ad essere depennate da un lieto fine, ormai
nemmeno ricercato.
Quindi l’horror non è solo un genere per intrattenere gli
impavidi, gli amanti del brivido, come spesso viene
definito, ma si rivela il più fedele ritratto delle nostre
fobie, il riscontro più efficace dei sentimenti di auto-
critica interni alla società e un precursore dei tempi
nell’individuazione dei futuri cambiamenti sociali.
venerdì 1 aprile 2011
Horror sociale
06:48
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Iscrizione nel Registro della Stampa del Tribunale di Civitavecchia n. 18/2010
Editore: Comune di Bracciano, Piazza IV Novembre 6, 00062 Bracciano
Direttore Responsabile: Graziarosa Villani
Coordinamento redazionale: Centro Studi Mythos, V Principe di Napoli, 112, 00062 Bracciano
Stampa: Tecnostampa Srl, Via delle Cassie 5
01015 Sutri (VT)
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