Oltre l'Ordinario

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martedì 1 febbraio 2011

Da sentire

Elle (23 anni)

BLUE VALENTINE
Autore: Tom Waits
Genere: Blues, Jazz
Anno: 1978
Gocce di pioggia s' infrangono silenziosamente sul
vetro. La finestra della camera buia lascia scorrere via
le lacrime notturne. Poche note consolatrici, sfiorano
leggere la notte, come dita affusolate di una mano di
donna. Una carezza. Una bottiglia di bourbon. Un
pianoforte. Una melodia. Una figura solitaria, raccolta,
ingobbita celata da una nuvola di fumo per le troppe
sigarette. Una voce regalata alla luna, sorella solitaria,
di un San Valentino per perdenti.
Blue Valentines. On the wrong side of the road
dalla parte sbagliata della strada.
Lo stregone Tom Waits, con la sua voce inconfondibile,
narra di fiabe dove i personaggi che le abitano non
hanno nulla a che spartire con valorosi cavalieri o
candide principesse medievali. I “nostri” infatti si
materializzano come fantasmi nella notte e assumono
la forma dei reietti, dei naufraghi, degli esclusi, dei
vagabondi, delle moderne cenerentole dai sogni vani,
dei Romei sanguinanti, romantici gangster che come
ultimo dono ricevono una pallottola in mezzo al petto.
Il degrado, le illusioni, le disillusioni, il sarcasmo, la
solitudine, l'emarginazione, l'ironia, l'alcool, la follia,
l'amore sono questi gli ingredienti gettati e miscelati
dallo stregone nel grande pentolone metropolitano.
Il prodotto di tale intruglio non può che essere l'uomo,
unico essere vivente capace di autodistruggersi, morire
e resuscitare nella stessa vita.
É risaputo che gli stregoni compiono maledizioni e
sacrilegi e certamente non a fin di bene, ma questo è
un caso particolare. La magia è compiuta, è buona,
lenisce il dolore rendendoci partecipi di tutto il collage di
emozioni in cui siamo assemblati.
La sensazione di sconfitta generale che investe ogni
campo vitale, non è inflitta inesorabile, ma anzi viene
accolta col sorriso. Un sorriso, beffardo e ironico che si
consolida lento nella sua forma, ma che sempre di un
sorriso, in fin dei conti si tratta.

Vita scolastica

Karim Dimashki (16 anni)

Mi alzo, sono le 6:00 -Ma chi me lo fa fare?- la
prima domanda che mi faccio appena alzato. Mi
preparo, esco di casa per prendere l'autobus, un'altra
giornata che trascorrerò sui banchi di scuola, a
guardare e sentire professori che tentano di infilare
nella mente di 30 ragazzi quattro concetti spogli di
significato. Entro in classe -Chi abbiamo oggi in prima
ora?- non ricordo, le giornate sono tutte uguali:
mercoledì, giovedì non ho idea di che giorno sia, so
solo che dovrò sopravvivere alle prossime 5 ore.
La professoressa spiega, mi domando cosa stia
blaterando, non mi interessa più di tanto -Perchè non
mi interessa?- mi chiedo, in realtà adoro l'argomento di
cui sta parlando ma sento che a quella spiegazione
manca qualcosa... alzo la mano e domando il perchè di
ciò che stava spiegando, perchè quella cosa era così in
quel momento storico sono convinto del fatto che possa
passarmi qualcosa da quella lezione. Niente da fare la
risposta peggiora la situazione, cominciano ad assalirmi
enormi paroloni privi di senso e pesanti nozioni che
probabilmente chiederà alla sua prossima
interrogazione. -Che barba!- penso, -E se io non la
vedessi come lei? e se io pensassi che in realtà quella
questione era interpretabile in altro modo? detto così mi
sarà veramente utile?-

Il Valore dell’esempio

Daniele Sala (23 anni)

Soprattutto in occasione dei 150
anni dall’Unità d’Italia, potrebbe assumere notevole rilievo
domandarsi in che cosa consista e se abbia ancora
senso parlare di “fiducia nelle istituzioni”. Provando a
contestualizzare, le istituzioni hanno il ruolo
fondamentale di garantire il rispetto delle regole e il
funzionamento della vita democratica di uno stato. Ma
l’effettività della loro funzione è strettamente connessa
alla credibilità, e non, banalmente, al semplice
consenso, di cui godono agli occhi della cittadinanza.
Se nessuno più riconoscesse come legittima una
istituzione, gli atti da essa compiuti non produrrebbero
più alcun effetto, in quanto disconosciuti dalla
popolazione intera. E’ facile comprendere l’enorme
responsabilità che grava in capo ai soggetti cui è
affidata la rappresentanza di un’istituzione e, di
conseguenza, il dovere, morale prima che giuridico, di
comportarsi con “disciplina ed onore”. Verrebbe,
altrimenti, ad essere leso l’interesse pubblico tutelato
dalla stessa. Da questo punto di vista, ancor più gravi
sono gli effetti nei confronti dei giovani, portatori,
almeno in teoria, di una ineliminabile forza di
cambiamento del mondo che li circonda, con l’obiettivo
di creare un modello di società che sia espressione dei
propri sogni ed attuazione di quegli ideali da cui sono
animati. In assenza di questa spinta innovatrice
o,meglio, rivoluzionaria, qualsiasi società rischierebbe
di implodere in se stessa, in quanto perderebbe la
capacità di evolversi. Un’istanza che, però, subisce
un’avvilente frustrazione quando si scontra con modelli
di comportamento degradanti. Non si può in alcun
modo auspicare un confronto dei giovani, o
quantomeno di coloro che hanno voglia di impegnarsi,
con le istituzioni, se queste ultime non sono in grado di
fornire un modello adeguato. E così, tutte le forme di
violenza che caratterizzano il mondo giovanile, da
quella manifesta, che sfocia negli scontri in una piazza
o in uno stadio, a quella ,più difficile da riconoscere ma
egualmente devastante, del disinteresse per la realtà
circostante, rischiano di non trovare alcun ostacolo.
Dimostra infatti profonda incoerenza chi,
rappresentando le istituzioni in modo indegno, pretende
di spendersi per il bene comune.

Educati a convivere: una bella iniziativa

Stefano Sarao (18 anni)

Il Comune di Bracciano sta promuovendo il progetto
"Educati a Convivere", una iniziativa per la
sterilizzazione e l'addestramento all'ubbidienza cinofila.
Questa iniziativa ha già riscosso un grande successo
l'anno passato e per questo è stato pensato di
riproporlo aumentando il numero di persone che
possono parteciparvi.
La sterilizzazione è una pratica fondamentale per
ridurre il randagismo, un fenomeno che porta oltre
centomila cani alla morte o per incidenti o per malattie o
per stenti.
Grazie alla sterilizzazione si potrà evitare che oltre 70
mila nuovi animali, ogni anno, siano costretti a vivere le
sofferenze che sono conseguenza dell'abbandono.
Lo slogan LAV sintetizza in maniera chiara questo
concetto: "Chi ama gli animali non fa nascere dei
randagi".
Spesso i proprietari nutrono dei dubbi riguardo la
sterilizzazione dei proprio amici a quattro zampe poiché
pensano che l'intervento possa creare loro problemi di
salute. In realtà i cani sterilizzati sono soggetti a molte
meno malattie e, con la giusta dieta, non ingrassano
nemmeno. Inoltre eviteranno di scappare inseguendo
femmine in calore non incorrendo, quindi, in ulteriori
rischi.
Purtroppo l'offerta del Comune è limitata a soli 15 cani
e le richieste dovranno essere consegnate entro il 7
Febbraio 2011 all’Ufficio Protocollo del Comune. Invece
per quel che riguarda l'addestramento, ad esso
potranno aderire ben 40 cani e comprenderà 6 lezioni
portate avanti dal centro cinofilo Grizzly Land. Le lezioni
si ferrano per sei domeniche a partire dal 27 Febbraio
fino al 17 Aprile (27/02, 13/03, 20/03, 03/04, 10/04,
17/04).
L'addestramento è una pratica che i cani dovrebbero
iniziare fin da cuccioli e, per quanto possa apparire
crudele, in realtà non si fa altro che sostituirsi al ruolo
che dovrebbe avere la madre e il branco a cui il cane
appartiene. Addestrare il nostro cane ci consente di
stringere un legame diverso e più profondo.
Con un corretto addestramento possiamo
accompagnare il cucciolo verso le giuste norme
comportamentali, evitando fobie o forme di aggressività
verso gli altri, animali o umani che siano. Infatti uno dei
primi obiettivi è proprio quello di insegnare al cane la
corretta socializzazione con gli altri cani e con le
persone.
Si potrà inoltre imparare la mimica facciale e il
linguaggio del corpo che il cane utilizza per comunicare
sensazioni ed emozioni.
Essenzialmente l'addestramento è un percorso
importante da fare insieme al nostro cane per poter
giungere ad un rapporto più intenso e importante.
Se siete interessati all'iniziativa i moduli di iscrizione
sono disponibili presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico
del Comune (nel Municipio in piazza IV Novembre)
oppure sul sito web del Comune di Bracciano
all’indirizzo nella sezione “Tutela degli animali”.
Per avere ulteriori informazioni sugli eventi organizzati a
Bracciano, visitate
turismobracciano.com .

I cavalieri medioevali

Fabio Antinucci (22 anni)

L’apporto del Medioevo alla
società occidentale è immenso.
In Europa, ovunque si viaggi si
trovano città con un nucleo
storico risalente a quell’età; le
istituzioni moderne affondano le
loro radici proprio in quei mille anni ; la nascita delle
letterature moderne si ha attorno al Duecento.
Il personaggio emblematico di quest’epoca è senza
dubbio il cavaliere.
Il termine “cavalleria” è diventato sinonimo di
romanticismo, di amore, di coraggio e si è imposto
come uno dei miti per eccellenza dando vita ad una
figura spesso lontana dalla verità storica. È forse un
processo naturale: quando l’immaginario si appropria di
qualcosa, lo reinventa, lo fa proprio. E la Storia, quella
vera, può rivelarsi una “delusione” rispetto alle immagini
date da film o romanzi. Tuttavia, il cavaliere
“immaginario” non è poi così diverso da quello “reale”.
Più che un semplice soldato a cavallo, il cavaliere è una
figura storica essenziale dell’età medievale, frutto di
diversi fattori storici, economici, sociali. Nasce come
combattente attorno all’anno Mille, che segna, per la
maggioranza degli storici, lo spartiacque fra Alto e
Basso Medioevo. In quest’epoca, con il disgregamento
dei poteri pubblici, acquista grande importanza la forma
amministrativa del feudo.
Il cavaliere è un combattente importante, molto
addestrato, un vero e proprio soldato “da truppe
speciali”. È vicino all’aristocrazia e ai feudatari, in
quanto indispensabile per mantenere l’ordine nei loro
domini.
Nel Duecento la cavalleria comincia ad avere una tale
importanza politica e militare da trasformarsi con
gradualità in un’elite, un ristretto circolo di individui di
grande prestigio. Nel Quattrocento, sul volgere della
fine del Medioevo, l’elite si trasforma quasi in un vero e
proprio titolo nobiliare.
In questo quadro nasce la raffigurazione della cavalleria
dataci dalla letteratura dove essere cavaliere vuol dire
essere un impavido combattente, al servizio di una
buona causa (spesso la Cristianità) e guidato da un
rigido codice d’onore.
La cavalleria, essendo una truppa d’elite, doveva
tendere verso una condotta che la distinguesse dal
resto delle formazioni militari. Era una “cerchia chiusa”,
i suoi esponenti avevano uno status-symbol da
mantenere agli occhi dell’intero mondo in cui vivevano.
Nel Medioevo il rapporto fra la cavalleria (e, in generale,
le truppe armate) e la fede cristiana, notoriamente
“pacifista”, è molto ambiguo. Il ruolo della cavalleria
nelle Crociate è indicativo del suo stretto rapporto con
la Chiesa a cui si affianca un altrettanto stretto rapporto
con la corte dove nasce la poesia d’amore di tradizione
romanza, la stessa da cui, grazie alla dinastia degli
Angioini e poi degli Hoenstaufen ebbero vita, prima la
lirica siciliana, poi quella toscana (e da essa, la poesia
di un certo Dante...).
Era una lode assoluta dell’amore; il soggetto preferito
era il sentimento fra la figura della dama (che era
sempre la moglie del signore) e un membro della corte.
Solo così, facendo vincere l’innamoramento spontaneo
sui matrimoni combinati, si coronava l’amore perfetto.
Insomma, si narrava di tradimenti. In quest’ottica, il
cavaliere era visto come l’amante, nel senso di colui-
che-ama, per eccellenza.
Riflettendo su una categoria sociale così piena di
sfaccettature (amore, spiritualità, disciplina militare,
servizio civile), l’età medioevale si rivela un’età molto
meno scontata di quanto non vogliano i soliti luoghi
comuni. Pur tenendo presente la lontananza tra i
principi morali medioevali e quelli dell’età
contemporanea, in una dimensione in cui la religione
era non solo presente nella società, ma la dominava e
controllava totalmente, non vanno dimenticati importanti
elementi di grande “modernità”.
All’austerità del monastero e agli orrori della guerra e
delle prime forme di inquisizione, vanno affiancati alcuni
eventi spesso dimenticati, come l’esistenza di un,
seppur flebile, contatto culturale fra Cristianità e Islam;
la nascita, ancora nel basso Medioevo, delle prime
Università, e ovviamente la presenza di valori morali,
senza dubbio per la maggior parte distanti dalla
mentalità contemporanea, ma costituenti un collante
essenziale per un’età non dominata dalla ragione. Fra
essi, la cavalleria stessa rappresenta un valore: si
trattava di un servizio e di una figura di riferimento, di
un “mito”, già per quell’epoca, a cui si guardava con
rispetto e dedizione. Il Medioevo, come molte altre
epoche, non è molto lontano da un pianeta alieno in un
film di fantascienza; aveva le sue regole e i suoi miti.
Comprenderlo è importante, sia per cultura personale,
sia per accrescimento interiore, sia, forse, per
comprendere l’oggi, epoca di certo diversissima dal
Medioevo, ma non meno complessa ...

Un mondo di fumetti

Marco Mario Guredda (16 anni)

Chi di noi tristi mortali non ha mai
sognato di possedere, anche per
qualche istante, gli eccezionali
poteri che gli eroi del fumetto
mettono al servizio dell'umanità? Di sicuro non li
useremmo per fini così nobili ma prima di tutto
sistemeremmo la nostra condizione sociale,
guadagnando celebrità ed innumerevoli ricchezze.
Giusto?! Ma perchè i supereroi di casa Marvel e DC
Comics, senz'ombra di dubbio le più note al pubblico,
mettono in cima ai loro pensieri il bene della patria, di
qualsiasi altro individuo al di fuori di loro stessi,
rischiando continuamente la pelle senza alcun ricavo?
Prendete Spiderman ad esempio: elimina criminali 24
ore su 24, salva continuamente la città di New York e
non solo, ed inoltre nella vita è un bravo ragazzo,
studioso, preciso, dal cuore grande.
Ma perchè, ci chiediamo noi poveri umani meschini e
senza veri valori, Peter Parker alias Spiderman non
possiede nemmeno i soldi per pagare l'affitto di una
'casa' ridotta ad una catapecchia?
Per quale motivo Superman, che è più forte di qualsiasi
cosa o persona, più veloce di un aereo e possiede
svariati superpoteri che lo rendono quasi invulnerabile,
vive in una sgangherata fattoria sperduta nel nulla,
aiutando il papà nei tipici lavori di campagna e
guadagnando alcuni spiccioli utili a malapena per tirare
a campare?
Perchè poi Tony Stark alias Iron Man e Bruce Wayne,
ossia Batman, divenuti ricchissimi grazie al loro lavoro
decidono di sperperare parte del loro patrimonio in una
buona ma non richiesta attività? Attività che li porta
addirittura ad essere, in molti casi, malvisti da autorità,
mass-media e di conseguenza anche dai cittadini: ma
chi glielo fa fare? Loro due sono tra i "supereroi" in
realtà non dotati di alcun super-potere ma che si ergono
a paladini grazie solamente al loro coraggio e alla loro
integrità d'animo.
Queste sono le più apprezzate qualità che si trovano,
insieme al già citato senso della patria, nel perfetto
Americano.
Già agli albori della seconda guerra mondiale, gli USA
trovarono in Capitan America l'eroe adatto ad infondere
coraggio tra la popolazione, cercando di scacciare così
il fantasma nazista di Adolf Hitler.
E' dunque così che nasce l'idea regolatrice dei principi
tipici degli eroi che proteggono l'universo dei Comics:
ogni eroe degno di essere ritenuto tale deve saper
anteporre il bene supremo del popolo a qualsiasi altra
cosa.

Un investimento che promette buoni risultati

di Rinaldo Borzetti, Consigliere per le politiche giovanili

Sembra che la scommessa, che sembrava azzardata,
su energie nuove capaci di esprimere contenuti originali
e uno sguardo appassionato sul mondo si sta rivelando
vincente e quella che era solo un’idea sta diventando
una realtà.
Il gruppo di ragazzi e ragazze che si incontrano,
discutono, riflettono e scrivono su temi che li
interessano sta gradualmente aumentando e questo è
un ottimo risultato per l’Amministrazione Comunale che
ha investito e continua ad investire sui giovani di questo
territorio.
L’obiettivo è quello di consolidare uno strumento di
espressione indipendente a disposizione delle nuove
generazioni, un forum di confronto critico su argomenti
ritenuti stimolanti.
L’esperienza di formare una redazione giornalistica, di
scrivere articoli, di selezionare i contenuti, rappresenta
un’opportunità, per tutti coloro che la vorranno cogliere,
di confrontarsi concretamente con il mondo degli adulti
dove, alle azioni, seguono i fatti.
Produrre un giornale vuol dire avere un podio da cui far
sentire la propria voce, un canale mediatico tra tanti altri
oggi sempre più numerosi e diversificati. Un podio tra
tanti altri da cui altri attori lanciano i propri messaggi.
Farsi ascoltare, a quel punto, dipende dalla qualità dei
contenuti e dal tipo di pubblico a cui ci si rivolge.
Il mio augurio è che questo nuovo giornale “Oltre
l’ordinario”, interamente progettato e scritto da giovani,
vada sempre più “oltre l’ordinario” e riesca a
raggiungere una sempre maggior qualità.
Mi auguro inoltre di veder crescere il gruppo della
redazione in modo da riuscire ad avere contributi
sempre più numerosi e significativi.
Infine, in chiusura, mi voglio complimentare con il
gruppo iniziale di redattori e redattrici che, con il valido
coordinamento del Centro Studi Mythos, ha saputo dare
in poco tempo un ottimo risultato producendo un tipo di
pubblicazione inconsueta ed interessante per i diversi
temi trattati e le modalità espressive usate.
In bocca al lupo a tutti con l’augurio che il notiziario di
informazione giovane di Bracciano abbia un pubblico
sempre più vasto.

Oltre l’ordinario - L’informazione giovane di Bracciano
Periodico di informazione del Comune di Bracciano
informazionegiovane@gmail.com
Iscrizione nel Registro della Stampa del Tribunale di Civitavecchia n. 18/2010
Editore: Comune di Bracciano, Piazza IV Novembre 6, 00062 Bracciano
Direttore Responsabile: Graziarosa Villani
Coordinamento redazionale: Centro Studi Mythos, V Principe di Napoli, 112, 00062 Bracciano
Stampa: Tecnostampa Srl, Via delle Cassie 5
01015 Sutri (VT)

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