Fabio Antinucci (22 anni)
L’apporto del Medioevo alla
società occidentale è immenso.
In Europa, ovunque si viaggi si
trovano città con un nucleo
storico risalente a quell’età; le
istituzioni moderne affondano le
loro radici proprio in quei mille anni ; la nascita delle
letterature moderne si ha attorno al Duecento.
Il personaggio emblematico di quest’epoca è senza
dubbio il cavaliere.
Il termine “cavalleria” è diventato sinonimo di
romanticismo, di amore, di coraggio e si è imposto
come uno dei miti per eccellenza dando vita ad una
figura spesso lontana dalla verità storica. È forse un
processo naturale: quando l’immaginario si appropria di
qualcosa, lo reinventa, lo fa proprio. E la Storia, quella
vera, può rivelarsi una “delusione” rispetto alle immagini
date da film o romanzi. Tuttavia, il cavaliere
“immaginario” non è poi così diverso da quello “reale”.
Più che un semplice soldato a cavallo, il cavaliere è una
figura storica essenziale dell’età medievale, frutto di
diversi fattori storici, economici, sociali. Nasce come
combattente attorno all’anno Mille, che segna, per la
maggioranza degli storici, lo spartiacque fra Alto e
Basso Medioevo. In quest’epoca, con il disgregamento
dei poteri pubblici, acquista grande importanza la forma
amministrativa del feudo.
Il cavaliere è un combattente importante, molto
addestrato, un vero e proprio soldato “da truppe
speciali”. È vicino all’aristocrazia e ai feudatari, in
quanto indispensabile per mantenere l’ordine nei loro
domini.
Nel Duecento la cavalleria comincia ad avere una tale
importanza politica e militare da trasformarsi con
gradualità in un’elite, un ristretto circolo di individui di
grande prestigio. Nel Quattrocento, sul volgere della
fine del Medioevo, l’elite si trasforma quasi in un vero e
proprio titolo nobiliare.
In questo quadro nasce la raffigurazione della cavalleria
dataci dalla letteratura dove essere cavaliere vuol dire
essere un impavido combattente, al servizio di una
buona causa (spesso la Cristianità) e guidato da un
rigido codice d’onore.
La cavalleria, essendo una truppa d’elite, doveva
tendere verso una condotta che la distinguesse dal
resto delle formazioni militari. Era una “cerchia chiusa”,
i suoi esponenti avevano uno status-symbol da
mantenere agli occhi dell’intero mondo in cui vivevano.
Nel Medioevo il rapporto fra la cavalleria (e, in generale,
le truppe armate) e la fede cristiana, notoriamente
“pacifista”, è molto ambiguo. Il ruolo della cavalleria
nelle Crociate è indicativo del suo stretto rapporto con
la Chiesa a cui si affianca un altrettanto stretto rapporto
con la corte dove nasce la poesia d’amore di tradizione
romanza, la stessa da cui, grazie alla dinastia degli
Angioini e poi degli Hoenstaufen ebbero vita, prima la
lirica siciliana, poi quella toscana (e da essa, la poesia
di un certo Dante...).
Era una lode assoluta dell’amore; il soggetto preferito
era il sentimento fra la figura della dama (che era
sempre la moglie del signore) e un membro della corte.
Solo così, facendo vincere l’innamoramento spontaneo
sui matrimoni combinati, si coronava l’amore perfetto.
Insomma, si narrava di tradimenti. In quest’ottica, il
cavaliere era visto come l’amante, nel senso di colui-
che-ama, per eccellenza.
Riflettendo su una categoria sociale così piena di
sfaccettature (amore, spiritualità, disciplina militare,
servizio civile), l’età medioevale si rivela un’età molto
meno scontata di quanto non vogliano i soliti luoghi
comuni. Pur tenendo presente la lontananza tra i
principi morali medioevali e quelli dell’età
contemporanea, in una dimensione in cui la religione
era non solo presente nella società, ma la dominava e
controllava totalmente, non vanno dimenticati importanti
elementi di grande “modernità”.
All’austerità del monastero e agli orrori della guerra e
delle prime forme di inquisizione, vanno affiancati alcuni
eventi spesso dimenticati, come l’esistenza di un,
seppur flebile, contatto culturale fra Cristianità e Islam;
la nascita, ancora nel basso Medioevo, delle prime
Università, e ovviamente la presenza di valori morali,
senza dubbio per la maggior parte distanti dalla
mentalità contemporanea, ma costituenti un collante
essenziale per un’età non dominata dalla ragione. Fra
essi, la cavalleria stessa rappresenta un valore: si
trattava di un servizio e di una figura di riferimento, di
un “mito”, già per quell’epoca, a cui si guardava con
rispetto e dedizione. Il Medioevo, come molte altre
epoche, non è molto lontano da un pianeta alieno in un
film di fantascienza; aveva le sue regole e i suoi miti.
Comprenderlo è importante, sia per cultura personale,
sia per accrescimento interiore, sia, forse, per
comprendere l’oggi, epoca di certo diversissima dal
Medioevo, ma non meno complessa ...
martedì 1 febbraio 2011
I cavalieri medioevali
06:32
Oltre l'Ordinario
Oltre l’ordinario - L’informazione giovane di Bracciano
Periodico di informazione del Comune di Bracciano
informazionegiovane@gmail.com
Iscrizione nel Registro della Stampa del Tribunale di Civitavecchia n. 18/2010
Editore: Comune di Bracciano, Piazza IV Novembre 6, 00062 Bracciano
Direttore Responsabile: Graziarosa Villani
Coordinamento redazionale: Centro Studi Mythos, V Principe di Napoli, 112, 00062 Bracciano
Stampa: Tecnostampa Srl, Via delle Cassie 5
01015 Sutri (VT)
Periodico di informazione del Comune di Bracciano
informazionegiovane@gmail.com
Iscrizione nel Registro della Stampa del Tribunale di Civitavecchia n. 18/2010
Editore: Comune di Bracciano, Piazza IV Novembre 6, 00062 Bracciano
Direttore Responsabile: Graziarosa Villani
Coordinamento redazionale: Centro Studi Mythos, V Principe di Napoli, 112, 00062 Bracciano
Stampa: Tecnostampa Srl, Via delle Cassie 5
01015 Sutri (VT)





