Oltre l'Ordinario

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Bracciano e la redazione

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giovedì 9 giugno 2011

"Next Stop"

Primo festival dei Giovani di Bracciano

Il titolo del primo festival dei giovani di Bracciano sarà NEXT STOP, è stato deciso nella riunione per il suddetto festival questo martedì.

Il festival si terrà il 3 e 4 settembre e seguirà questo programma(come già elencato nell'articolo del consigliere per le politiche giovanili Rinaldo Borzetti link):

3/09
-17.30 “Drum Circle”
-19 - 21 Spazio musicale per le band locali (link)
-21 - 22 Reading da parte nostra (i ragazzi di Oltre l'Ordinario)
-22 "DJ Battle"

4/09
-"Caccia al tesoro" fotografica
- Confronto esperienze sulla precarietà e pendolarismo
- Spazio musicale per le band locali
-Esibizioni di Writers
-"Talent Show" come spettacolo di chiusura

Ricordo che durante entrambi i pomeriggi sarà possibile visitare vari stend che presenteranno diverse attività, all' interno del Palazzetto saranno allestite delle mostre e dietro ci sarà "l'angolo sport".

Karim Dimashki

Esercizi di Stile

Chi?
Una ragazzina di 14 anni di nome Yara.
Cosa?
E' stata uccisa.
Quando?
Nel novembre dello scorso anno.
Dove?
In un tranquillo paesino della Lombardia.
Come?
Non si sa.
Perchè?
Non si sa.
Cosa significa fare il giornalista?
Rendere noto l'avvenimento di un fatto (politico, sociale, scientifico, culturale...).
E' giusto che giornalisti, opinionisti e mandrie di gente senza un perchè infestino i salotti televisivi indugiando sui particolari di una simile notizia come farebbe un branco di iene con la carcassa di una gazzella?
Direi di no, ma evidentemente rappresento il partito di minoranza.
Se non ricordo male, la prima legge di mercato è: "Domanda-Offerta-Prezzo".
Quindi, se in televisione c'è così tanta offerta di programmi spazzatura, risulta evidente che a monte c'è una enorme richiesta.
Risulta evidente che a molte (troppe) persone piace rimestare nel torbido della vita e della morte altrui.
E poi, a me che sono un'appassionata di film horror, mi tocca sentirmi dire che ho gusti macabri!

Monia Guredda (28 anni)

Je Vois la Vie en Rose

Il Grande Giorno è finalmente giunto.

Il mondo, che per giorni, mesi (anni?) ha atteso trepidante questo momento, ora trattiene il fiato per l'emozione.
Da tempo non si parla d'altro che di vestiti, invitati, catering...ma ora (ora!) tutte leaspettative e le speranze del mondo prendono vita.

William e Kate sono marito e moglie!

Quante lacrime, pensieri, parole, ore di servizi televisivi e radiofonici e kilometri sulla carta stampata ci siamo sciroppati nell'ultimo mese?
Troppi.

Magari non sono obiettiva visto che secondo me dedicare all'Evento anche solo un trafiletto sarebbe stato inchiostro sprecato.
Vabbè, non compro giornali finchè non passa il tifone.
Mi sento un po' di sana vecchia, intramontabile radio...

"Will&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&Kate..."

Spengo la radio e contro molti dei miei principi faccio un po' di zapping televisivo...

"Will&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&KateWill&Kate..."
Preferivo Will & Grace.
Spengo tutto e, con le cuffiette del MP3 nelle orecchie, mi leggo un libro.


Monia Guredda (28 anni)

giovedì 2 giugno 2011

Blog Oltre L'Ordinario Aperto

Salve a tutti!

Finalmente apre il Blog di Oltre l'Ordinario, qui potrete trovare tutte le informazioni possibile circa la testata e i suoi realizzatori.
Nel Blog troverete tutti gli articoli presenti nelle versioni cartacee ed anche tutti quelli che non sono mai stati pubblicati sul giornale per motivi vari.
Se avete necessità di informazioni potete tranquillamente inviare un' e-mail all'indirizzo:
informazionegiovane@gmail.it

Inoltre ricordo che per la prima volta in questo fantastico n° 3 del giornale siamo riusciti ad avere un tema predominante comune a tutti gli articoli. Probabilmente sarà così per tutti gli altri numeri.
Karim Dimashki

Tutto nella norma

Elle (23 anni)

BROKEN
Autore: Nine Inch Nails
Anno: 1992

Broken. Rotto. Spezzato.
Guasto. Mancato.

Prodotti industriali di una fabbrica decadente per il
commercio di veleni. Veleno sotto forma di suono.
Subdolo e ipnotico, agisce sottocute come un parassita virale.
Basta contrarlo una volta ed ecco che entra in circolazione.
Viaggia supersonico lungo le arterie e le vene.
Dilata i vasi sanguigni. Aumenta la pressione del
sangue. Accelera i battiti cardiaci. Dal cuore circola
pompando fino al resto degli organi. Trapano nelle
tempie. Adrenalina in eccesso.
Obbiettivo principale: conquistare il sistema nervoso
centrale.
La ragione è l'ultimo ostacolo, il muro che deve saltare:
accensione dei synth e si può dare il via a riff dinamitardi.
Processo semplice e indolore, ma estremamente
rumoroso...
da provare, sicuramente, questa formula chimica che
agisce in maniera diretta, andando a sostituirsi ai
neurotrasmettitori eccitatori e abbattendo gli inibitori.
Nessuna controindicazione al riguardo, nemmeno nelle
dosi da assumere. Se l'incontro con tale sostanza
dovesse produrre spasmi muscolari involontari, o
reazioni incontrollate, allora è tutto nella norma, anzi è
consigliabile aumentare il dosaggio.
Formula brevettata nel 1992 nei laboratori dello
scienziato (pazzo) del suono che risponde al nome di
Trent Reznor.
In caso di apatia, consultare il medico.

Ascoltare i Genesis

Marco Cavinato (16 anni)

Titolo Album: Selling England
By The Pound
Autore: Genesis
Anno:1973

“Puoi dirmi dove giace il mio paese?” comincia con
questa domanda la favola di Selling England By The
Pound, un libro delle fiabe, un inno a un'età dell'oro
ormai patinata dal tempo.
Un viaggio per la terra d'Inghilterra, terra di danze e di
battaglie, meta del pellegrinaggio dei Genesis: le note
scorrono continue, ci trasportano su navi dei pirati,
foreste di ninfe, castelli di cavalieri.
Non è solo un racconto: è un'ode tanto alla corruzione
di un paese quanto alla sua semplicità: le epiche
battaglie raccontate sono combattute da cavalieri del
nostro tempo, Romeo vive in un appartamento e
Giulietta la sera torna stanca dal lavoro.
Quello che ci viene proposto continuamente è di
immergerci nella magiche e misteriose atmosfere di
Tavole Rotonde e terre sconosciute che esistono solo
nella nostra mente, noi, navigatori adescati dal canto di
sirene.
Il racconto ci trasporta tra le bucoliche realtà di pastori
erranti, vaganti per sentieri sconosciuti, con la sicurezza
di chi sa custodire il proprio gregge.
Ogni brano è una scoperta, ogni brano è diverso, ma,
come le pagine di un tomo, così si susseguono le
immagini fantastiche. È una continua evoluzione quella
che ci porta fino al termine della storia, dove si rivela
l'essenza dell'album: non siamo noi che apparteniamo
al paesaggio, non siamo noi che leggiamo una storia:
siamo noi il racconto, siamo noi che “Vendiamo
l'Inghilterra, una libbra alla volta”.

La Rivoluzione. Il Futuro. La Donna.

Monia Guredda (27 anni)

Con l’affermarsi di un modello sociale sempre più
maschilista, la Donna ha dovuto imparare a lottare per
la propria affermazione come essere umano.
Molte Donne hanno accettato passivamente la loro
condizione di sottomissione all'uomo. Alcune no.
Di queste Donne Rivoluzionarie conosciamo le storie
grazie a libri, film e ... manga.
Oscar Françoise De Jarjayes è un personaggio nato
dalla fantasia della Sensei Riyoko Ikeda, ma la sua vita,
le sue decisioni, la sua psiche sono così ben narrate da
farcela sentire una persona reale, a tutto tondo.
Oscar è la protagonista del manga "Le Rose di
Versailles" (ambientato tra il 1755 ed il 1793), ed è la
sesta figlia del Generale de Jarjayes il quale decide di
allevare questa ultimogenita come un uomo per farne
un soldato, il suo erede.
Oscar cresce convinta di essere un maschio. Scoprire
di essere in realtà una femmina la destabilizza.
Scoprire di poter amare un uomo, di poter concepire
idee diverse da quelle del padre-despota la libera.
Oscar, dopo una vita passata a servire senza
protestare il padre e la Corona, decide di vivere la sua
vita da protagonista attiva - non più da spettatrice
passiva - seguendo la sua natura. In una Francia
dilaniata dall'imminente caduta dell'Ancien Régime,
Oscar SCEGLIE di combattere per ciò in cui crede;
fugge dalla casa paterna, rinuncia ai privilegi
dell'aristocrazia, si unisce all'uomo che ama da sempre
(il sua attendente André) e comanda i suoi soldati della
Guardia ribelli al fianco del popolo, verso un Futuro migliore.
Ad Oscar e André non sarà dato di vedere quel Futuro;
Ikeda Sensei, nel rispetto delle regole del dramma
classico, li fa morire al culmine delle loro vite, nel
momento in cui entrambi raggiungono gli obiettivi a cui
anelavano da tutta l'esistenza.
Ogni essere umano è portato a vivere le sue piccole
Rivoluzioni esistenziali.
A volte, queste Rivoluzioni personali coincidono con le
grandi Rivoluzioni storiche.
Ma entrambe scaturiscono dalla necessità di vivere un
Futuro migliore.

Un evento tutto giovane

Rinaldo Borzetti (Consigliere per le politiche giovanili)

E’ in preparazione il Festival dei giovani, proposta
inviata on line nel corso del processo partecipativo per
la formazione del Bilancio di quest’anno che ha ottenuto
la maggioranza dei voti dei partecipanti.
Nel corso dei due incontri fatti con le associazioni di
giovani interessate si è deciso il programma di massima
del Festival che si svolgerà nei pomeriggi del 3 e 4
settembre prossimo a Bracciano Nuova nei pressi del
Palazzetto dello Sport della Provincia di Roma.
Nello spazio circostante il palco centrale saranno
allestiti una serie di stand interattivi gestiti da diverse
associazioni locali: per es. il coro polifonico giovanile,
nel suo stand, terrà lezioni di musica pop,
l’associazione di pittori potrà dare lezioni di disegno, e
via dicendo.
L’interno del Palazzetto sarà utilizzato per mostre,
mentre il retro sarà lo “spazio sport”.
L’apertura dell’evento sarà preceduta da uno spettacolo
itinerante della “Marching Funky Band” che attraverserà
Bracciano ed arriverà intorno alle 17 nel luogo del
Festival.
Alle 17.30 inizierà la performance del “Drum Circle”
che offrirà a tutti l’opportunità di sedersi a suonare un
tamburo in totale libertà per finire con il rendersi conto
che i suoni di tutti si trasformano in poco tempo in
un’unica armonia.
Dalle 19 alle 21 il palcoscenico sarà riservato ai gruppi
locali; dalle 21 alle 22 uno spazio culturale con reading
organizzati dalla redazione di Oltre l’Ordinario, e alle
22, lo spettacolo finale della “DJ Battle” il cui vincitore
sarà scelto dal pubblico.
Il secondo pomeriggio si aprirà con una caccia al tesoro
fotografica, seguita da una tavola rotonda sulle
esperienze della precarietà, del pendolarismo, della
ricerca di lavoro vissute dai partecipanti, poi di nuovo i
gruppi locali, esibizioni di Writers ed eventi “Flash Mob”.
Lo spettacolo di chiusura del Festival sarà un “Talent
Show”.
La ricchezza del programma scaturito da due soli
incontri la dice lunga sulla creatività e l’entusiasmo che i
ragazzi e le ragazze di Bracciano possiedono ed hanno
voglia di esprimere. Dare spazio a tutta questa energia,
vuol dire dare spazio al futuro.

Francisco Goya e la fantasia

Karim Dimashki (16 anni)

Il sonno della ragione genera mostri
(El sueño de la razón produce monstruos)
è una delle 80 incisioni ad acquaforte che compongono
Los caprichos (1799). L'acquatinta rappresenta un
uomo chino su un piano che dorme mentre alle sue
spalle creature di ogni sorta prendono forma. Il nome
attribuito all'opera riconduce immediatamente ad una
mirata serie di collegamenti, l'interpretazione non è
però così ovvia e rapida. Se scaviamo sotto quel titolo
troviamo la volontà del pittore di comunicare qualcosa
in più rispetto alle apparenze; Goya stesso circa questa
sua creazione affermò: «La fantasia priva della ragione
produce impossibili mostri: assieme a lei è madre delle
arti e origine di meraviglie» (F. Goya, manoscritto
conservato al museo del Prado. Testo originale in
Helman, op. cit., p.221 ). La “fantasia priva della
ragione”... perchè la fantasia?
Francisco Josè Goya y Lucientes è un pittore e
ritrattista spagnolo che opera tra il XVIII e il XIX sec.
presso la corte di Spagna.
Nei suoi quadri evidenzia la crudeltà, l'ignoranza e la
stupidità del periodo in cui visse: in alcuni ritratti, per
mezzo di un forte realismo, mostra quanta malvagità e
quanta corruzione ci fossero all'interno della corte.
Osservando Los caprichos si nota che la condanna dei
modelli avidi, superstiziosi e indifferenti del tempo si ha
grazie ad una serie di caricature brute della realtà. Così
il pittore denuncia coloro che usano la “fantasia priva
della ragione” adoperando egli stesso la propria per
riprodurre sul foglio una realtà caricata e surreale, ne
sono prova acquetinte come Volaverunt, Aquellos
polvos, Corrección e Nadie nos ha visto.
Francisco Goya successivamente conclude la frase,
sopra citata, spiegando che dall'unione di fantasia e
ragione nasce l' arte e l'origine della meraviglia. La vera
arte è fantasia, fantasia che grazie all'intelletto del
pittore riesce nel rappresentare ciò che si vuole
trasmettere.

(Note biografiche tratte da: Enciclopedia delle Arti,
Eleanor C. Munro, Mondadori, 1964)

Viaggi fantastici e filosofia

 Fabio Antinucci (22 anni)

“L'immaginazione è più importante della conoscenza”
Albert Einstein

Il Cinquecento è universalmente riconosciuto come il
secolo genitore del metodo scientifico e dell'esaltazione
della razionalità in quanto ha visto agire figure come
Copernico e Leonardo, impegnate a costruire una
conoscenza sistematica del Mondo intero dopo secoli di
mentalità medievale. Uno degli aspetti più particolari del
periodo è però l'estro creativo che ha animato le opere
di molti pensatori. Non avendo strumenti critici per dare
ai lettori una chiara visione della realtà, molti di essi
ricorrevano a figure dell'immaginario collettivo
medievale o classico per creare lo sfondo delle loro
trattazioni, in particolare di quelle di carattere morale.
Angelo Forte (fine del XV secolo-1556), medico
veneziano di origina greca, è un autore sconosciuto ma
da riscoprire. Oltre ad aver scritto una delle prime opere
atte a mettere in discussione la convinzione di un intimo
legame fra il genere femminile e la stregoneria, ha
lasciato al Mondo anche l'Opera Nova, insieme di
quattro dialoghi ambientati nella classicità greco-
romana, in cui elogia la volontà di indagare la realtà che
anima l'uomo del suo tempo. In uno di essi l'autore
narra del fantastico viaggio di Desìo (personaggio come
si vedrà allegorico) alla scoperta del Mondo. Nei suoi
pellegrinaggi s'imbatterà in quella che è una delle
immagini-simbolo del Medioevo, il paese di Cuccagna,
topos dell'abbondanza e della grandiosità. Desìo è
impressionato e desideroso di scoprire le meraviglie
che lo circondano, secondo un'ottica moderna e laica,
tuttavia le immagini a cui Forte si rifà sono quelle
proprie dell'immaginario popolare: mostri marini,
paesaggi straordinari, splendide creazioni della mente
dell'autore. Ovviamente sono immagini allegoriche: il
paese di Cuccagna, ad esempio, è un paesaggio
decadente e corrotto che serve a rammentare a Desìo
la necessità di essere prudente nelle sue esplorazioni. Il
Mondo occidentale, in questi anni, non aveva ancora
abbandonato l'irrazionalità medievale né abbracciato
ancora la ragione, bensì rimaneva in un limbo in cui la
volontà di trovare risposte si scontrava con le barriere
mentali imposte dai secoli precedenti. Solo l'ambizione
di avvicinare i suoi contemporanei a nuovi concetti con
immagini a loro vicine (quelle della fantasia e della
credenza) avrebbe permesso a Forte (ma anche altri,
fra cui Thomas More e Ludovico Ariosto) di gettare le
basi per un Mondo diverso. La letteratura avrebbe
difeso l'Umanità da sé stessa e l’avrebbe aiutata a
intraprendere un cammino verso altri lidi, più rosei.

La fantasia nel nuovo millennio

Daniele Sala (23 anni)

Non c’è alcun dubbio sul fatto che la fantasia costituisca
una delle facoltà dell’intelletto umano maggiormente
legate alle capacità creative dell’individuo.
La fantasia consente alla mente di spaziare e di
guardare oltre la realtà delle cose. Ed è forse per
questo che, molto spesso, tale facoltà viene
considerata quale caratteristica da coltivare e
sviluppare esclusivamente nell’età dell’infanzia. Ma,
nonostante essa sia un fondamentale fattore che
influisce nello sviluppo e nella maturazione
dell’individuo, la capacità di immaginare rimane e
continua ad avere una funzione anche nell’età adulta,
essendo, invece, troppo spesso confinata ad una
dimensione ludica.
Potrebbe però apparire legittimo chiedersi quale utilità
possa avere la fantasia una volta esaurito il suo ruolo
educativo durante l’infanzia o, comunque, a parte una
generica funzione di evasione. Sostanzialmente, la
capacità dell’uomo di immaginare consente ad esso di
arricchire dal punto di vista culturale la propria
esistenza.
La fantasia, insomma, assurge a elemento costitutivo
di una cultura che è fine a se stessa. Non ha risvolti
pratici, non ha, come molti altri campi del sapere
umano, una finalizzazione produttiva. Viene in rilievo
allora che fenomeni come la “mercificazione della
cultura”, citati spesso nel corso dei dibattiti politici e
contro i quali si leva lo sdegno dei vari settori della
società civile, sono anche il frutto di un modo di
considerare il sapere funzionale alla realizzazione di
risultati pratici, possibilmente a breve termine. Ma ciò
che distingue l’uomo e ne eleva la dignità è dato proprio
dalla sua connaturata tendenza a coltivare interessi che
vanno oltre la mera “sopravvivenza”; senza questa
consapevolezza, l’arte, ad esempio, perderebbe
immediatamente di senso.
E’ in questa ottica che la fantasia diviene strumento per
elevare la grandezza d’animo dell’essere umano
ponendo, al tempo stesso, in evidenza l’ irriducibile
unicità di ogni individuo.

Intervista a Carlo Stasolla


Esponente dell’Associazione 21 Luglio che si batte per la tutela di rom, rifugiati e richiedenti asilo

Carlo Stasolla: “assistiamo ad una violazione costante dei diritti umani”

Carlo Stasolla, 44 anni, coordina il centro di accoglienza per minori a famiglie “Pedro Arrupe”, attivo dal 2001 e all’interno del quale vengono accolte famiglie di rifugiati e richiedenti asilo, minori non accompagnati con difficoltà psico-fisiche e sociali e donne in situazioni di disagio psico-sociale. Tra i fondatori dell’Associazione 21 luglio che dal 2010, sostiene battaglie in difesa dei diritti dei minori, ponendo in particolar modo attenzione nei confronti di quelli esposti a situazioni di discriminazione (minori migranti, minori di etnia rom)

In cosa consiste esattamente la tua attività?
L’Associazione 21 luglio nasce per la difesa dei diritti dell’infanzia dagli abusi e dalle negligenze istituzionali. L’associazione è libera e indipendente e per statuto non può accedere a finanziamenti pubblici; ciò per avere libertà di espressione ed equità nei giudizi. Promuove ricerche, lancia campagne e appelli là dove sono posti a rischio i diritti dell’infanzia sanciti dalle convenzioni e dalle norme internazionali. Poiché parliamo di “abusi istituzionali” per il 90 per cento il nostro lavoro riguarda la tutela dell’infanzia rom, una categoria da secoli vittima di discriminazioni e strumentalizzazioni che hanno segnato generazioni e generazioni di rom in Italia”.

Quali sono le maggiori difficoltà che si incontrano?
Le maggiori difficoltà riguardano i rapporti che l’Associazione 21 luglio ha con le istituzioni. Oggi noi pensiamo di vivere in uno stato di diritto dimenticando che nel nostro Paese e a Roma si assiste ad una violazione costante e sistematica dei diritti umani. Soprattutto quando poi parliamo di diritti dei rom ci scontriamo giornalmente con pregiudizi e stereotipi che partono dal basso e si coniugano con campagne mediatiche che criminalizzano le categorie più marginali e che hanno meno possibilità di potersi difendere”.

Quale è stato l’evento che, nel corso degli anni, è stato fonte di maggior soddisfazione per te nella vita lavorativa?
Il 30 agosto è morto Marius, un bambino rom bruciato all’interno della sua baracca. Tutte le istituzioni locali e nazionali, civili e religiose, hanno fatto a gara per esprimere dolore e solidarietà alla famiglia. In realtà i giovani genitori sono stati per settimane abbandonati al loro destino, senza casa e lavoro e con la preoccupazione di dover assistere l’altro figlio, di 3 mesi, gravemente ustionato. Come associazione abbiamo allora denunciato le promesse mancate e lanciato un appello. In una settimana abbiamo raccolto circa 1.000 firme che abbiamo inviato alle autorità. Dopo pochi giorni i genitori di Marius hanno ricevuto una abitazione adeguata dal Comune di Roma”.

Una scelta di cui ti sei pentito.
Quando ci si batte per i diritti umani non ci sono scelte di cui pentirsi. Talvolta si può sbagliare sulle strategie e sui modi ma nelle intenzioni non si corre il rischio di sbagliare”.

In un’attività così complessa, che spesso pone a contatto con realtà particolarmente difficili, quali sono le caratteristiche che vengono in evidenza? E in questo, la fantasia, intesa come capacità di guardare oltre la realtà immediata, può avere un ruolo?
L’evidenza nella quale ci imbattiamo ogni giorno è una realtà fatta di ingiustizia, di discriminazione, di esclusione sociale, di segregazione. Non ci si riesce mai a capacitarsi di come nella Roma del XXI secolo ancora ci siano cittadini i cui diritti sono istituzionalmente violati e i diritti calpestati senza ritegno. E’ dalla passione che si ha e dall’ansia di giustizia che scaturiscono vie di uscita per battaglie civili che partano dal basso e che devono arrivare ad offrire agli amministratori strumenti e vie di uscita che siano rispettosi delle persone. In questo è importante passione, fantasia, voglia di giustizia, professionalità, impegno etico. Senza risparmiarsi…”.
Daniele Sala

Per consultare il sito dell’Associazione 21 Luglio: www.21luglio.com

Intervista a Tina Coppola


Insegnare oggi. A colloquio con una professoressa del liceo Via di Bracciano

Tina Coppola: “Sogno studenti autonomi”

La professoressa Tina Coppola insegna attualmente Greco, Latino e Italiano al Liceo I. Vian di Bracciano. Dopo molti anni di servizio si ritrova ancora ad essere una precaria. Inoltre è un'attivista di Amnesty International. Le chiediamo cosa pensa della scuola di oggi e cosa vuol dire per lei insegnare.

Cosa le piace del suo mestiere?
“L’idea di poter vivere pienamente (nella pratica dell’attività di insegnamento) impegno sociale, libertà di pensiero e condivisione emotiva. La scuola è il luogo in cui lo Stato manifesta il suo impegno effettivo contro la discriminazione e le sperequazioni sociali nel fornire a tutti pari opportunità di pensiero, di crescita e di comunicazione: essere, in quanto docente, lo strumento attraverso il quale tutto questo possa realizzarsi è il mio massimo obiettivo professionale”.
Cosa vuol dire per lei insegnare?
“Insegnare mi fa sentire viva, mi offre continue possibilità di crescita emotiva e intellettuale: non c’è mai nulla di scontato nell’incontro con i giovani attraverso l’esercizio del pensiero”.
Qual è il modello educativo che ritiene più giusto trasmettere ai suoi studenti? Perchè?
Credo che insegnare non sia trasmettere modelli, né promuovere valori. Ma più semplicemente fornire ai giovani strumenti adeguati alla scelta e alla costruzione dei propri valori. Sogno i miei studenti (e prendo in prestito il verbo “sognare” da Danilo Dolci) ‘autonomi’: questo è il primo obiettivo.
Quanto alla programmazione, ritengo che sia il fulcro dell’attività docente. Gli studenti non sono tutti uguali, le classi non sono tutte uguali, le scuole non sono tutte uguali, non sono uguali i paesi, le città, gli ambienti culturali e sociali: insegnare è calarsi nel contesto della classe e della realtà sociale disegnando un progetto didattico che renda per tutti raggiungibili i più alti obiettivi educativi. I programmi ministeriali sono ovunque gli stessi; realizzare una programmazione che renda accessibili a tutti i contenuti dei programmi è il compito del docente”.
Lei è anche un'attivista di Amnesty International; può capitare che ciò entri in relazione con il suo mestiere? La ritiene una cosa utile? Anche per i suoi studenti?
“Non riesco a immaginare la mia attività di docente se non all’interno del rigoroso rispetto della legalità e dei diritti umani”.
Cos'è per lei la fantasia? Che relazione c'è fra insegnamento e fantasia?
“La fantasia sono gli studenti: ogni studente di ogni età e di ogni indirizzo che legga o ascolti un qualsiasi testo di una qualsiasi epoca in una lingua qualsiasi, ne fa qualcosa di rinnovato e nuovo dentro di sé e per gli altri”.

Karim Dimashki

Intervista a Fabio Troncarelli


Le dinamiche di un epoca: a colloquio con il docente di Paleografia presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne dell'Università della Tuscia di Viterbo

Umanesimo: intervista al professor Fabio Troncarelli sull’opera di Angelo Forte

Fabio Troncarelli è docente di Paleografia presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne dell'Università della Tuscia di Viterbo. Nel 2010 ha curato un'edizione delle opere di Angelo Forte. Oltre l'Ordinario l'ha incontrato.

Professor Troncarelli, partiamo con una prima, veloce domanda. Perché Angelo Forte, ad un certo punto, sente di dover scrivere dapprima il Dialogo degli incantamenti e più tardi l'Opera Nova?

(Per quel che riguarda il Dialogo degli incantamenti) Da una parte abbiamo un'occasione: Forte ad un certo punto della sua vita partì da Venezia per Roma, dove tentò di farsi assumere come archiatra pontificio (ancor oggi denominazione del medico personale del Papa, ndr), ma non riuscì nell'impresa. Di ritorno a Venezia, cercò di ritornare nelle grazie del doge e della cittadinanza scrivendo un dialogo in cui si elogiasse la figura della donna, che nella città lagunare aveva sempre avuto un'importanza maggiore di quella dell'uomo. Ebbe successo. Se poi guardiamo il problema di carattere generale, la stregoneria, Forte rientra in una tradizione di letterati che tentarono di combattere la persecuzione delle cosiddette streghe e tutte le pratiche che ne derivavano”.

E invece qual è il significato dell' Opera Nova, all'interno dell'opera di Forte?
Per capirlo bisogna tenere presente l'impatto che su Forte ebbe Luciano di Samosata, autore dissacrante ed estroso, ma anche dotato di una grande carica morale, molto in voga nell'Umanesimo fra personaggi come Forte, Ariosto o, all'infuori dell'Italia, Erasmo e Thomas More. L'Umanesimo, sviluppa accanto ai tratti tradizionali che gli si attribuiscono (la riscoperta dei classici, ad esempio), anche una forte componente immaginifica. Le personalità che ne facevano parte credevano nella possibilità di creare un loro mondo immaginario e interiore, alternativo a quello contingente. Da una parte, con l'invenzione di luoghi fantastici, immaginari, dall'altra proponendo un altro modello morale per la società”.

Qual è il rapporto di uno scienziato come Forte, che lotta contro la superstizione, gli orrori della caccia alle streghe, con l'immaginazione? Leggendo queste opere mi è sono chiesto spesso quanto l'immaginario medioevale e le sue fantasticherie abbiano pesato su di lui. Per esempio, mi sono domandato se Forte credesse ancora nell'astrologia, anche se in misura minore di altri...

La parola “Immaginazione” copre molti campi e ha molte accezioni. Non deve sembrare strano trovare nelle pagine di Forte questi tratti fantasiosi e per capirli non è necessario risalire per forza al Medioevo, anche se esso ha pesato. L'orizzonte in cui agisce Forte è molto sfaccettato: esso tradizionalmente è visto come il movimento che pone l'homo faber al centro della realtà. Tuttavia questa è anche l'epoca alla nascita dell'ermetismo, che propagandava la necessità della scoperta di sfere diverse da quelle della realtà, che hanno a che vedere con la magia e, appunto, nell'astrologia. Questi sconfinamenti nel magico si spiegano, perché rientravano all'interno della convinzione che l'Uomo potesse manipolare la realtà con ogni mezzo. Certo, come dicevamo prima anche il Medioevo ha un suo peso su questo movimento: oltre al recupero della Classicità, nell'Umanesimo c'è anche un recupero del Medioevo e delle sue espressioni culturali e dunque c'è un rapporto fra i due contesti”.
Abbiamo nominato, oltre a Forte, anche Erasmo, Moro e Ariosto. Leggendo questi autori mi sono chiesto spesso come fosse il rapporto di figure così fuori dagli schemi con la loro epoca, con la Riforma, con il clima religioso di allora.

Erasmo è senza dubbio il personaggio particolare, il più conflittuale; si attaccava spesso con i suoi contemporanei. Altri, come Moro e Ariosto, non erano così polemici. Non c'era solo un atteggiamento critico verso il Mondo che li circondava, credevano in un Mondo alternativo, spesso si chiudevano in loro e si straniavano dalla realtà che li circondava. Il tono da loro usato nelle loro indagini sulla realtà non era solo di critica e di lotta, ma anche di presa in giro, di scherno, verso il fanatismo. Questo atteggiamento verso il fanatismo è proprio di molte manifestazioni di dissenso nel corso della Storia. Anche Hitler veniva schernito, molti dicevano che fosse “la cattiva imitazione di Charlot””.

Alla luce di quel che abbiamo detto, cosa pensa della fantasia? Si dice spesso che oggi viviamo in un Mondo senza immaginazione. È vero?
Ho la sensazione che oggi non siamo stimolati ad avere una vera fantasia; è tutto preconfezionato, anche il modo in cui immaginiamo. Molte espressioni d'immaginazione non sono altro che variazioni sul tema di cose già dette. Se poi parliamo di immaginare un futuro migliore, oggi come oggi a mio parere abbiamo una crisi di rigetto verso ogni possibilità di poterlo fare. A mio parere, però, l'immaginazione sarà sempre importante, soprattutto in un momento in cui abbiamo così poco da sperare: anche se oggi come oggi si ha poca espressione immaginifica, chi ci dice che in futuro qualche piccola fiammella di speranza non potrà trasformarsi in un vento di cambiamento?”.
Fabio Antinucci

Intervista a Simone Leonardi

Interprete di Din Don ne “La Bella e la Bestia” calca da anni le scene in Italia e all’estero

Musical che passione: faccia a faccia con Simone Leonardi

Ho avuto modo di conoscere Simone Leonardi grazie alla sua incredibile interpretazione dell'orologio parlante (Din Don) nel Musical La Bella e la Bestia e ho colto l’occasione per un'intervista su vari argomenti, partendo proprio dal suo lavoro.

Nella tua carriera hai partecipato a tantissimi musical di origine straniera. Pensi che in Italia dovrebbe esserci più attenzione per questa forma d'arte o sei fiducioso del riscontro che, piano piano, si sta ottenendo?
Molto fiducioso. Ma i tempi oggi in Italia sono geologici in qualunque settore. Per cui, mentre ripongo piena fiducia nelle risorse del mio Paese, nel frattempo mi sa che vado a bruciare qualche tappa altrove!”
Preferiresti interpretare maggiormente ruoli comici o drammatici? Perché?
Non faccio distinzione tra l'uno e l'altro. Un ruolo drammatico necessita di una buona dose di ironia per non diventare noioso e un ruolo comico deve essere affrontato con serietà per non diventare ridicolo”..
Quando hai capito che avresti fatto questo mestiere?
Quando ho avuto la mia prima scrittura nel '99”.
In quale altro musical o opera moderna ti piacerebbe cantare? Perché?
Parade, di Jason R. Brown. Mi sento affine al protagonista che subisce l'offesa peggiore: l'ingiustizia”.
Un ruolo che hai particolarmente amato, tra tutti quelli che hai interpretato?
Rudy (da Bent, di M. Shermann)”
Dopo le domande sulla sua carriera, ho domandato a Simone cosa ne pensasse di argomenti vari e, infine, del delicato tema della fantasia nei giorni nostri.
Quanto spazio credi che il mondo di oggi riesca a garantire alla fantasia?
Credo che, fino a quando le persone saranno disposte a sognare, a spendere il costo di un biglietto per chiudersi le porte del teatro alle spalle e vivere una nuova magia, la fantasia non potrà mai terminare e nessun futuro arido potrà portarcela mai via”.
Grazie a Simone per la sua disponibilità,
Lidia Marino

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