giovedì 2 giugno 2011

Viaggi fantastici e filosofia

 Fabio Antinucci (22 anni)

“L'immaginazione è più importante della conoscenza”
Albert Einstein

Il Cinquecento è universalmente riconosciuto come il
secolo genitore del metodo scientifico e dell'esaltazione
della razionalità in quanto ha visto agire figure come
Copernico e Leonardo, impegnate a costruire una
conoscenza sistematica del Mondo intero dopo secoli di
mentalità medievale. Uno degli aspetti più particolari del
periodo è però l'estro creativo che ha animato le opere
di molti pensatori. Non avendo strumenti critici per dare
ai lettori una chiara visione della realtà, molti di essi
ricorrevano a figure dell'immaginario collettivo
medievale o classico per creare lo sfondo delle loro
trattazioni, in particolare di quelle di carattere morale.
Angelo Forte (fine del XV secolo-1556), medico
veneziano di origina greca, è un autore sconosciuto ma
da riscoprire. Oltre ad aver scritto una delle prime opere
atte a mettere in discussione la convinzione di un intimo
legame fra il genere femminile e la stregoneria, ha
lasciato al Mondo anche l'Opera Nova, insieme di
quattro dialoghi ambientati nella classicità greco-
romana, in cui elogia la volontà di indagare la realtà che
anima l'uomo del suo tempo. In uno di essi l'autore
narra del fantastico viaggio di Desìo (personaggio come
si vedrà allegorico) alla scoperta del Mondo. Nei suoi
pellegrinaggi s'imbatterà in quella che è una delle
immagini-simbolo del Medioevo, il paese di Cuccagna,
topos dell'abbondanza e della grandiosità. Desìo è
impressionato e desideroso di scoprire le meraviglie
che lo circondano, secondo un'ottica moderna e laica,
tuttavia le immagini a cui Forte si rifà sono quelle
proprie dell'immaginario popolare: mostri marini,
paesaggi straordinari, splendide creazioni della mente
dell'autore. Ovviamente sono immagini allegoriche: il
paese di Cuccagna, ad esempio, è un paesaggio
decadente e corrotto che serve a rammentare a Desìo
la necessità di essere prudente nelle sue esplorazioni. Il
Mondo occidentale, in questi anni, non aveva ancora
abbandonato l'irrazionalità medievale né abbracciato
ancora la ragione, bensì rimaneva in un limbo in cui la
volontà di trovare risposte si scontrava con le barriere
mentali imposte dai secoli precedenti. Solo l'ambizione
di avvicinare i suoi contemporanei a nuovi concetti con
immagini a loro vicine (quelle della fantasia e della
credenza) avrebbe permesso a Forte (ma anche altri,
fra cui Thomas More e Ludovico Ariosto) di gettare le
basi per un Mondo diverso. La letteratura avrebbe
difeso l'Umanità da sé stessa e l’avrebbe aiutata a
intraprendere un cammino verso altri lidi, più rosei.

Oltre l’ordinario - L’informazione giovane di Bracciano
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