Monia Guredda (27 anni)
A torto il film horror fa paura a molte persone.
A torto perchè in realtà il genere horror è il genere
cinematografico più moralista che esista. Basta grattare
appena sotto la superficie e vedere oltre le armi, il
sangue e le morti violente. A quel punto ci si renderà
conto che i film sono il corrispettivo moderno delle
favole dei fratelli Grimm, di Perrault e di Andersen.
Nelle fiabe una fanciulla innocente (Cenerentola,
Cappuccetto Rosso...) combatte contro il Male
(Matrigne, Streghe, Lupi...) e riesce sempre a
sconfiggerlo. I film horror seguono lo stesso identico
schema.
La crisi dell'industria cinematografica non ha toccato il
film dell'horror. Nonostante sia considerato un genere di
serie B, che piace solo a pochi "svitati", è
probabilmente il settore più prolifico, che può contare su
uno zoccolo duro di appassionati (molti più di quanto
immaginiate) e su un gran numero di curiosi (vedi il
"caso" ParanormalActivity).
Ogni genere (teatrale, letterario, cinematografico)
produce un pugno di Capolavori, molti buoni titoli, e una
marea di cose ignobili, così anche l'horror.
Grandi registi si sono cimentati in questo genere, che
rappresenta sempre una sfida allettante.
E’ facile difendere il genere horror parlando di Shining,
di Rosemary's Baby di Roman Polanski, di Wes Craven
e di John Carpenter, ma io vorrei provare a difendere il
genere citando qualche B-movie. Uno dei sotto-generi
più famosi è sfruttati è quello denominato "teen-horror".
In questi film troviamo sempre un gruppo di 5 ragazzi (3
ragazze e 2 ragazzi o viceversa) che si ritrovano in un
luogo isolato (casa, bosco, isola, autostrada, deserto...).
Il Gruppo di Eroi è così composto: la coppia bionda, la
coppia bruna ed un quinto amico che può essere di
colore, o asiatico, o un “nerd”. Come le fiabe, l'horror
(ed in particolar modo il teen-horror) si fonda su dei
clichè fortemente radicati; i personaggi, in entrambi i
casi, sono essenzialmente bidimensionali, con una
personalità ridotta all'osso. Più che a dei personaggi, ci
troviamo di fronte a dei Tipi.
La coppia di ragazzi biondi (lui e lei) sarà superficiale,
stupidotta, egocentrica, entrambi fumeranno e/o
berranno alcolici e, elemento fondamentale, sarà
sessualmente attiva.
La coppia di ragazzi bruni sarà esattamente all'opposto
(almeno lei che incarna il clichè della “Candida
Fanciulla”).
Il ragazzo nero/asiatico/nerd ha la funzione di Aiutante.
Detto ciò, la storia (il massacro) è già scritta: i ragazzi si
trovano soli e sperduti, arriva la minaccia (killer umano
o sovrannaturale), ognuno reagisce seguendo la
propria natura, i "cattivi" muoiono ed i "buoni" si
salvano.
I "cattivi", secondo i canoni dell'America puritana che ha
cristallizzato il genere, sono i ragazzi superficiali, che
fumano, bevono e fanno sesso. Loro verranno puniti da
questo deus ex machina post-moderno che è il serial
killer dei film horror, quello che può essere sconfitto
solo dalla Dolce Donzella Senza Macchia e Senza
Paura.
E fu così che Cappucetto Rosso uccise il Lupo Cattivo.
venerdì 1 aprile 2011
Film horror? Roba da educande!
06:47
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