di Karim Dimashki (16 anni)
Nella storia d'Italia il Risorgimento dal 1859 al
1861 segnò l'unità nazionale. Negli anni che
precedono questo periodo cominciarono a
diffondersi una serie di idee liberali, derivate dalle
speranze suscitate dall'Illuminismo e dalla
Rivoluzione francese. Nuove aspettative e ideali,
anche di segno opposto tra loro emersero dopo
che Napoleone III, invadendo l'Italia, diede vita a
varie repubbliche su modello francese. Fra tutti
questi gruppi si distinsero i liberali repubblicani,
guidati da Giuseppe Mazzini, i repubblicani, con
Giuseppe Garibaldi (vicino anche agli ideali
socialisti). Emerse, inoltre, Camillo Benso conte
di Cavour, statista molto abile a muoversi
nell'ambito europeo. Non meno fondamentale fu
la presenza di Vittorio Emanuele II che concepì
l’idea del Regno d'Italia.
L’ armistizio di Villafranca (11 luglio 1859 alla fine
della seconda guerra d’indipendenza), tra
Napoleone III e l'imperatore austriaco sancì
l’annessione della Lombardia al Piemonte e
Cavour, eletto deputato nel 1849, rassegnò le
proprie dimissioni, ma l'anno seguente ritornò alla
presidenza del consiglio. Successivamente anche
l’Emilia e la Toscana sancirono l'adesione al
Piemonte e, il 5 maggio 1960, Garibaldi raccolse
un corpo di volontari, sotto la protezione del
Piemonte, e partì da Quarto (in Liguria), alla
conquista della Sicilia. Qui egli instauro una
dittatura in nome di Vittorio Emanuele re d'Italia. I
Borboni, allora regnanti in Sicilia, fuggirono di
fronte alla spedizione di Garibaldi (detta dei Mille)
e furono sconfitti definitivamente lungo il fiume
Volturno il 2 ottobre del '60. Nel 1861 avvenne la
costituzione del primo parlamento italiano e la
proclamazione di Vittorio Emanuele II, re "per
grazia di Dio e volontà della nazione".
Due importanti movimenti artistici di quel periodo
furono il Romanticismo e i Macchiaioli.
Il primo acquistò molta importanza all'interno del
Risorgimento grazie a Francesco Hayez, che
dedica alcune delle sue opere a quel periodo.
Domenico e Gerolamo Induno, anch'essi
esponenti di questa corrente, dedicano molte
delle loro opere a eventi avvenuti tra il 1859 e il
1867.
I Macchiaioli nacquero a Firenze tra l'800 ed il
'900. Pur essendo un movimento opposto a quello
dei romantici, raffigura scene dell'allegria popolare
e alcune insurrezioni. I massimi esponenti sono
Telemaco Signorini e Giovanni Fattori.
Altri esponenti della corrente dei Macchiaioli sono
Silvestro Lega e Odoardo Borrani che hanno
composto opere quali "Ritratto di Giuseppe
Garibaldi" (S. Lega) e "Il 26 aprile 1859" (O.
Borrani).
Il percorso artistico, che il Risorgimento compie
negli anni fondamentali per l'unità nazionale, è
riportato il tema della mostra alle Scuderie del
Quirinale che terminerà il 16 gennaio 2011, in
onore del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.
I quadri presenti sono dei maggiori artisti
dell'epoca e trattano attentamente alcuni aspetti di
quegli anni quali la numerosa adesione del popolo
ai movimenti risorgimentali e le sue cause. Nella
mostra, inoltre, è possibile confrontare le grandi
opere di due grandi artisti: Giovanni Fattori,
Macchiaiolo, e Gerolamo Induno, Romantico, per
evidenziare come entrambi i pittori, pur
esprimendosi in modi diversi hanno avuto lo
stesso scopo: contribuire al nostro Risorgimento.
mercoledì 1 dicembre 2010
Il Risorgimento e la sua arte
09:06
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