mercoledì 1 dicembre 2010

Gocce di emozioni

Albachiara (15 anni)

Feci scorrere i miei occhi chiari su quelle parole.
Parole che prima erano riferite a lui. Rileggendo
quell'insieme insulso di lettere realizzai quanto
davvero lui fosse sudicio, non se le meritava nemmeno
questa lacrime, oh no! Aveva fatto di me un giocattolo,
aveva ucciso la mia anima e del mio corpo ne aveva
fatto una bambola. Si, il pezzo mancante del suo
puzzle, un qualcosa per soddisfare i suoi ormoni.
Che stupide le persone. Le persone pensano che la
cosa peggiore sia perdere la persona che ami. Ma
la verità è un'altra; la cosa peggiore è perdere se
stessi mentre si ama troppo qualcun altro.
Ricordi ciò che eravamo? La storia di noi era nata
da un bocciolo. Ci erano voluti tre anni per far di
quel bocciolo un fiore, ne venne fuori una
bellissima rosa. Quella rosa era la più bella che avessi
mai visto. Splendeva alla luce del Sole, sembrava quasi
brillare! Ma poi finì l'estate e quella rosa cominciò ad
appassire. Giorno dopo giorno i suoi soffici petali rossi
abbracciavano il suolo. Oramai di questa rosa rimane
semplicemente il vuoto nel terreno, quella voragine che
si ricoprirà solamente quando un altro fiore sboccerà,
sempre su quelle radici.
E son lì,davanti a quello schermo avvolta tra i miei
pensieri. Navigo, navigo su internet cercando di
abbattere quella noia che mi entra dentro e che mi
porta ad aprire la cartella ''Musica'' scelgo un artista e
via, premo Play. Casualmente parte quella canzone,
quella canzone che non ascoltavo da un po'. Quella
canzone che mi parlava di lui, di noi. A quel suono tutto
si fermò, tutta la storia di noi mi passo davanti, io fui
costretta a guardarla in faccia, volevo premere stop, ma
era più forte di me, era come se una forza invisibile mi
impedisse di prendere il mouse e muovere la freccetta
fino a quel tasto. Quella canzone mi entrò dentro, mi
pulsava nelle vene fino ad arrivare al cuore. Mi ritrovai
piegata in due dal dolore, era come se una voragine mi
fosse improvvisamente esplosa nel petto e ero lì,
soffocata da quel senso di vuoto che mi scorreva
dentro. Quella voragine che si espandeva ogni volta
che i nostri sguardi s'incrociavano, ogni volta che
venivo avvolta dal suo pensiero, quella voragine che
credo non possa svanire mai.

Oltre l’ordinario - L’informazione giovane di Bracciano
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