Monia Guredda (27 anni)
Questa è un'esclamazione che quelli della mia
generazione (classe 1983) ripetono almeno una volta a
settimana.
Poi però sono pochi quelli che la mettono in pratica.
Quei pochi coraggiosi però non se ne pentono.
Perchè?
Perchè una persona giovane, con una Laurea in tasca
e mille opportunità davanti a sè dovrebbe lasciare la
propria Nazione, la casa, la famiglia, gli amici, le sue
abitudini per andare a vivere in un altro Stato, con tutte
le difficoltà pratiche ed emotive che ne conseguono?
Perchè quelle "mille opportunità" non esistono.
Non in Italia.
E' orribile da dire, ma è una realtà sotto gli occhi di tutti.
Il nostro Paese (che racchiude il 75 per cento del
Patrimonio Artistico Mondiale) non è un Paese
meritocratico.
Non è un Paese che incoraggia e sfrutta i (molti) talenti
che possiede.
Mai sentito parlare di “fuga di cervelli?”
Quale altra nazione al mondo perde l’opportunità di far
fruttare i cervelli che la popolano?
Una ragazza che cerca lavoro in un qualsiasi esercizio
commerciale deve essere in possesso di un diploma di
superiore. Se poi vuole lavorare in una boutique del
centro deve saper parlare almeno l’inglese.
Poi la stessa ragazza vede "Le Iene" e scopre
che buona parte delle persone che governano il Paese
(come Maggioranza e come Opposizione)
dimostrano un'ignoranza imbarazzante a livello internazionale.
Come se non bastasse, una volta compiuti i 25 anni,
sempre la stessa ragazza, scopre che i negozianti non
sono più disposti ad assumerla dal momento che, i
suddetti negozianti, ricevono aiuti e sgravi statali solo
se assumono persone al di sotto dei 24 anni.
A questo punto torniamo alla domanda iniziale: "Per
quale motivo lasciare il proprio Paese?"
Per sentirsi apprezzati per quello che si vale.
Per provare la sensazione di avere delle possibilità
davanti a sè.
Per realizzarsi nel lavoro e nella vita.
In Italia, il problema "Nascita Zero" persiste da anni. La
mancanza di sicurezza economica, impedisce alla
maggior parte dei giovani di crearsi una famiglia.
Mi rendo conto che questo articolo trasuda pessimismo,
ma posso assicurare che è la fotografia fedele della
situazione che migliaia di ragazzi vivono sulla propria
pelle ogni giorno.
La continua "lotta" con le Agenzie Interinali.
I continui colloqui che raramente portano a qualcosa di
concreto o propongono soluzioni accettabili.
L'accettazione di lavori a tempo determinato, svolti con
la pesante consapevolezza che, prima ancora che
scada quel contratto, la ricerca di un nuovo lavoro
dovrà ricominciare.
La paura di non trovare nulla e tornare, anche se solo
momentaneamente, disoccupati.
La paura di trovare qualcosa, di nuovo, a termine, di
nuovo al di sotto (o al di fuori) delle proprie
competenze ed attitudini.
E allora perchè non parto io per prima per la Francia,
dove una mia amica è andata anni fa per un Erasmus e
non è tornata? Dove ha un lavoro stabile, si è sposata
ed ha una bambina?
Perchè noi italiani siamo dei Bamboccioni, e ci risulta
difficile allontarci dai nostri affetti, dalle nostre abitudini
e dai luoghi che amiamo.
Perchè siamo degli inguaribili ottimisti, e speriamo
sempre che la situazione migliori.
Perchè l'Italia è un Paese meraviglioso in cui nascere e
vivere.
Ed il pensiero che chi avrebbe l'onore e l'onere di
governarla non sappia valorizzarla è doloroso.
mercoledì 1 dicembre 2010
"Basta! Io me ne vado da questo Paese!"
08:56
Oltre l'Ordinario
Oltre l’ordinario - L’informazione giovane di Bracciano
Periodico di informazione del Comune di Bracciano
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Iscrizione nel Registro della Stampa del Tribunale di Civitavecchia n. 18/2010
Editore: Comune di Bracciano, Piazza IV Novembre 6, 00062 Bracciano
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Coordinamento redazionale: Centro Studi Mythos, V Principe di Napoli, 112, 00062 Bracciano
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